Chatbot contro ricerca: perché cercare su Google batte ancora ChatGPT per un apprendimento reale

22

I chatbot di intelligenza artificiale come ChatGPT sono convenienti, ma un nuovo studio rivela che potrebbero portare a una conservazione della conoscenza più superficiale rispetto alle tradizionali ricerche sul web. I ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno scoperto che le persone che si affidano ai LLM (Large Language Models) per raccogliere informazioni sviluppano una comprensione meno approfondita rispetto a coloro che utilizzano motori di ricerca come Google o Bing.

L’illusione della conoscenza senza sforzo

Il problema principale non è se i LLM possano fornire risposte: possono farlo. Il fatto è che la semplicità di queste risposte ignora un passaggio cruciale nell’apprendimento: sintetizzare informazioni da più fonti. Quando utilizzi un motore di ricerca, incontri una serie di prospettive, costringendoti a valutare, confrontare e integrare le idee. I LLM, al contrario, forniscono riepiloghi preconfezionati che richiedono meno sforzo cognitivo.

Ciò è importante perché la conoscenza profonda non riguarda solo la memorizzazione dei fatti; si tratta di capire come questi fatti si collegano e perché sono importanti. Lo studio ha coinvolto oltre 10.000 partecipanti che effettuavano ricerche su argomenti come il giardinaggio o una vita sana. Coloro che hanno utilizzato ChatGPT hanno prodotto riepiloghi meno informativi di ciò che hanno appreso ed erano meno propensi a seguire i propri consigli in seguito.

Il problema dei collegamenti: anche con le fonti, gli utenti non scavano più a fondo

I ricercatori hanno anche testato ChatGPT con collegamenti integrati a fonti originali. Sorprendentemente, solo il 25% circa degli utenti ha cliccato su questi link. Ciò suggerisce che la comodità del riepilogo del chatbot scoraggia ulteriori esplorazioni. Le persone non si limitano a ricevere risposte; stanno evitando il lavoro di apprendimento più profondo.

“I LLM possono ridurre il carico di dover sintetizzare le informazioni per se stessi… Questa facilità va a scapito dello sviluppo di una conoscenza più approfondita su un argomento.” – Shiri Melumad, Università della Pennsylvania

La soluzione non è evitare l’intelligenza artificiale: usarla saggiamente

I risultati non significano che gli LLM siano inutili. Come sottolinea lo psicologo della Carnegie Mellon Daniel Oppenheimer, gli utenti possono comunque trarre vantaggio se seguono i collegamenti forniti o controllano in modo indipendente le informazioni. Il problema non è lo strumento in sé, ma il modo in cui le persone lo utilizzano naturalmente.

Per apprendere in modo efficace con l’intelligenza artificiale, trattala come un punto di partenza, non come un punto finale. Fare clic su questi collegamenti. Confronta diverse fonti. Sfida le risposte del chatbot. Solo allora potrai sbloccare il suo potenziale senza sacrificare la profondità della tua comprensione.

Lo studio sottolinea una verità fondamentale: l’apprendimento autentico richiede sforzo. Mentre i chatbot offrono comodità, la vera conoscenza richiede impegno, pensiero critico e volontà di esplorare oltre la superficie.