Il sito nucleare di Chernobyl perde energia, ma il rischio di fusione rimane basso

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Il sito nucleare di Chernobyl perde energia, ma il rischio di fusione rimane basso

La centrale nucleare ucraina di Chernobyl ha perso la fornitura di elettricità, interrompendo l’alimentazione ai sistemi che raffreddano il combustibile nucleare esaurito. Sebbene ciò sollevi preoccupazioni, gli esperti affermano che il rischio di una fusione è attualmente basso a causa dell’età del combustibile immagazzinato. L’interruzione è una conseguenza dei recenti attacchi militari russi contro le infrastrutture elettriche ucraine, come riportato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA).

Sistemi di raffreddamento offline

Le piscine del combustibile esaurito dell’impianto richiedono un raffreddamento continuo per prevenire il surriscaldamento. Il combustibile nucleare continua a emettere radiazioni e calore per anni dopo la rimozione dai reattori e, senza un raffreddamento attivo, la temperatura dell’acqua nei bacini di stoccaggio aumenterà, aumentando l’evaporazione. La mancata gestione di questo calore potrebbe eventualmente portare a danni al carburante e al rilascio di materiali radioattivi.

Perché il carburante più vecchio comporta meno rischi

Tuttavia, il combustibile immagazzinato a Chernobyl è più vecchio e ha già subito un significativo decadimento radioattivo. Ciò significa che genera meno calore rispetto al combustibile esaurito di recente. Secondo Paul Cosgrove dell’Università di Cambridge, “Il carburante è rimasto lì per 20 anni, quindi sarà decaduto. Sempre più di quell’energia andrà perduta”. La situazione è meno critica rispetto al 2022, quando si verificarono interruzioni di corrente simili.

La Russia prende di mira le infrastrutture ucraine

La perdita di potenza di Chernobyl rientra in un quadro più ampio di azioni russe che mettono a repentaglio la sicurezza nucleare in Ucraina. Questi includono l’occupazione di Chernobyl nelle prime fasi della guerra, il controllo continuo della centrale nucleare di Zaporizhzhia e gli attacchi diretti agli impianti nucleari. Nel febbraio dello scorso anno, un attacco di droni ha danneggiato la struttura del Nuovo Confinamento Sicuro costruita sulle rovine del reattore 4 di Chernobyl.

L’AIEA sta monitorando da vicino la situazione, ma l’incidente sottolinea la vulnerabilità dei siti nucleari nelle zone di conflitto. L’interruzione, anche temporanea, dei sistemi di raffreddamento evidenzia la necessità di robusti protocolli di sicurezza e di supervisione internazionale.

L’interruzione di corrente a Chernobyl ricorda che, sebbene il rischio immediato sia contenuto, attacchi prolungati alle infrastrutture critiche potrebbero intensificare la minaccia in futuro.