Un nuovo studio rigorosamente testato conferma ciò che alcuni ricercatori sospettavano da tempo: i tempi dell’immunoterapia antitumorale influiscono in modo significativo sulla sua efficacia. La ricerca, pubblicata su Nature Medicine, dimostra che la somministrazione del trattamento nelle prime ore della giornata porta a risultati sostanzialmente migliori per i pazienti con cancro polmonare avanzato. Questa scoperta ha il potenziale per rimodellare il modo in cui i farmaci antitumorali vengono somministrati e testati in futuro.
Il primo studio randomizzato e controllato
Per decenni, l’idea che i ritmi naturali del corpo influenzino l’efficacia dei trattamenti contro il cancro è rimasta, ma mancava una prova forte. Il nuovo studio affronta questo divario direttamente. I ricercatori hanno condotto uno studio randomizzato che ha coinvolto 210 pazienti con cancro ai polmoni in stadio avanzato, confrontando i risultati basati esclusivamente sull’ora del giorno in cui è stata somministrata l’immunoterapia. Questo è il primo studio controllato di questo tipo, il che rende i suoi risultati particolarmente degni di nota.
Risultati principali: il tempismo è importante
I pazienti che hanno ricevuto i primi quattro cicli di trattamento – un inibitore del checkpoint combinato con la chemioterapia – dalla mattina al primo pomeriggio hanno riscontrato notevoli benefici. Hanno vissuto in media quasi un anno in più (28 mesi contro 17 mesi) e hanno vissuto quasi il doppio del tempo senza crescita o diffusione del tumore (11 mesi contro 6 mesi). Questi risultati sono stati ottenuti senza alterare in nessun altro modo i dosaggi dei farmaci o i regimi di trattamento.
La forza dello studio risiede nella sua progettazione. A differenza delle precedenti analisi retrospettive che erano suscettibili di fattori confondenti (come la programmazione dei pazienti o le condizioni di salute), questo studio ha utilizzato la randomizzazione. Variando solo i tempi del trattamento, i ricercatori hanno isolato il suo impatto sugli esiti dei pazienti.
Come funziona?
Gli esami del sangue hanno rivelato che un dosaggio precoce innescava una risposta immunitaria più robusta, con livelli più elevati di cellule T che combattono il cancro. È importante sottolineare che questa risposta potenziata non ha portato ad un aumento degli effetti collaterali autoimmuni, suggerendo che la tempistica può aumentare le difese naturali del corpo contro i tumori senza sollevare problemi di sicurezza.
“La semplice regolazione del tempo di infusione può portare a migliori risultati in termini di sopravvivenza”, afferma Yongchang Zhang, oncologo toracico presso l’Hunan Cancer Hospital in Cina.
Implicazioni per il trattamento futuro
I risultati suggeriscono un modo semplice ed economico per migliorare il trattamento del cancro: programmare le immunoterapie per la mattina. Ciò potrebbe anche influenzare il modo in cui verranno progettati i futuri studi clinici, con i ricercatori che somministrano intenzionalmente i farmaci nelle prime ore della giornata per massimizzare il potenziale di risultati positivi.
Tuttavia, l’adozione diffusa potrebbe non essere immediata. Michael Lowe, oncologo chirurgico presso la Emory University, osserva che sarà necessario affrontare le sfide logistiche, come la programmazione ospedaliera e la disponibilità dei pazienti. La ricerca in corso, compreso lo studio di Lowe sui tempi di dosaggio per il cancro della pelle avanzato, migliorerà ulteriormente la nostra comprensione.
Se questi benefici saranno confermati in studi futuri su diversi tipi di cancro e contesti sanitari, gli ospedali dovranno adattare le proprie infrastrutture per rendere la pratica standard della somministrazione mattutina. In definitiva, questo studio sottolinea l’importanza della biologia circadiana nel trattamento del cancro, aprendo la strada a terapie più personalizzate ed efficaci.
























