Per decenni, il ghiaccio marino antartico ha sfidato le aspettative, rimanendo stabile o addirittura espandendosi mentre il ghiaccio artico diminuiva rapidamente. Ora è in corso un cambiamento drammatico: il ghiaccio antartico è crollato ai minimi storici, perdendo in pochi anni un’area paragonabile alla Groenlandia. Una nuova ricerca conferma che ciò non è dovuto principalmente alla temperatura dell’aria, ma piuttosto alle acque più calde dell’oceano profondo che salgono in superficie, erodendo il ghiaccio dal basso.
Il ruolo del riscaldamento degli oceani profondi
L’Antartide è circondata dalle acque profonde circumpolari (CDW), una massa di acqua calda e salata originaria dei tropici. Quest’acqua scorre naturalmente in profondità, ma il cambiamento climatico sta alterando le condizioni che la mantengono contenuta. Le misurazioni effettuate da boe alla deriva rivelano che il CDW sta emergendo sempre più, sciogliendo direttamente il ghiaccio marino. Questo processo era stato precedentemente sottovalutato nei modelli climatici, che si concentravano in gran parte sul riscaldamento atmosferico come principale motore dei cambiamenti del ghiaccio antartico.
I movimenti del vento amplificano l’effetto
I forti venti intorno all’Antartide, in particolare nei “ruggenti anni Quaranta”, nei “furiosi anni Cinquanta” e negli “urlanti anni Sessanta”, svolgono un ruolo fondamentale. Il cambiamento climatico sta spingendo queste tracce delle tempeste verso sud, aumentando le precipitazioni nella zona del ghiaccio marino. Inizialmente, questo strato di acqua dolce isolava il ghiaccio, permettendogli di espandersi fino a raggiungere un livello record nel 2014. Tuttavia, i venti più forti spingono anche l’acqua superficiale e il ghiaccio in avanti, creando una risalita dove l’acqua profonda più calda sale per riempire il vuoto.
Tra il 2014 e il 2016, questo sollevamento spinto dal vento ha sopraffatto lo strato protettivo di acqua dolce, dando inizio a un rapido scioglimento del ghiaccio nel Mare di Weddell. I modelli computerizzati confermano che anche una lieve inversione delle condizioni potrebbe innescare un ritorno di questo caldo, sostenendo il declino.
L’indebolimento della barriera idrica invernale
Anche prima dell’aumento delle precipitazioni, il CDW si stava riscaldando e espandendo, assottigliando lo strato di “acqua invernale” fredda e salata che normalmente lo mantiene contenuto. Questa barriera si è indebolita nel 2015 e nel 2016, quando venti più forti della media hanno spinto verso l’alto le acque più profonde, interrompendo la stratificazione che in precedenza aveva protetto il ghiaccio. Da allora la stratificazione non si è più ripresa.
“È il vento che spinge [il ghiaccio marino] verso questo rapido declino, ma è l’oceano che in realtà lo mantiene basso”, afferma Theo Spira, ricercatore presso l’Istituto Alfred Wegener.
Questa scoperta sottolinea che, anche se i modelli dei venti fossero una fluttuazione naturale, le condizioni sottostanti per lo scioglimento sarebbero già state stabilite dal riscaldamento globale. L’Antartide si trova ora in un nuovo regime in cui il declino dei ghiacci è probabilmente persistente.
Implicazioni per la fauna selvatica e le correnti globali
Sebbene lo scioglimento del ghiaccio marino non aumenti direttamente il livello del mare, minaccia però le specie che ne dipendono, come il krill e i pinguini. In modo più critico, la riduzione del ghiaccio marino vicino alle principali piattaforme di ghiaccio potrebbe interrompere la formazione di dense acque di fondo dell’Antartide, che guidano le correnti oceaniche globali come la Circolazione Meridionale dell’Atlantico (AMOC). Un rallentamento dell’AMOC potrebbe avere gravi conseguenze per la stabilità climatica europea. Anche se l’acqua dolce proveniente dallo scioglimento dei ghiacciai influisce anche sulla formazione delle acque di fondo, il riscaldamento degli oceani è un ulteriore fattore chiave.
La ricerca chiarisce che il ghiaccio marino antartico sta subendo una trasformazione fondamentale, guidata dal riscaldamento degli oceani e amplificata dal cambiamento dei modelli dei venti. Ciò rappresenta un cambiamento significativo nel sistema climatico della Terra con conseguenze di vasta portata.
