Un nuovo ampio studio condotto dai ricercatori del Centro medico dell’Università del Nebraska (UNMC) ha identificato un legame significativo tra alcuni farmaci assunti durante la gravidanza e un aumento del rischio di disturbo dello spettro autistico (ASD) nei bambini.
I risultati, pubblicati su Molecular Psychiatry, suggeriscono che i farmaci che influenzano uno specifico percorso biologico, la produzione di colesterolo, possono svolgere un ruolo negli esiti dello sviluppo neurologico.
La scala della ricerca
Questa non era un’osservazione su piccola scala. I ricercatori hanno analizzato l’incredibile cifra di 6,14 milioni di cartelle cliniche materno-infantili dal database Epic Cosmos. Questo set di dati rappresenta quasi un terzo di tutte le nascite negli Stati Uniti tra il 2014 e il 2023, fornendo un livello di potenza statistica raramente visto negli studi medici.
Un nuovo modo di considerare i farmaci
Storicamente, la ricerca medica ha raggruppato i farmaci in base allo scopo previsto (ad esempio, “antidepressivi” o “beta-bloccanti”). Tuttavia, questo studio ha adottato un approccio diverso. Il team dell’UNMC ha classificato i farmaci in base al loro impatto biologico, in particolare al modo in cui influenzano la biosintesi degli steroli (il processo di creazione di colesterolo e composti simili).
Questo gruppo, denominato Farmaci che inibiscono la biosintesi degli steroli (SBIM), comprende un’ampia gamma di prescrizioni comuni:
– Antidepressivi e ansiolitici: come fluoxetina, sertralina e buspirone.
– Antipsicotici: come aripiprazolo e aloperidolo.
– Beta-bloccanti: come metoprololo e propranololo.
– Statine: come atorvastatina e simvastatina.
Poiché questi farmaci sono ampiamente utilizzati, rappresentano oltre 400 milioni di prescrizioni eseguite ogni anno negli Stati Uniti.
Risultati chiave e tendenze in aumento
Lo studio ha rivelato una chiara correlazione tra esposizione a SBIM e diagnosi di ASD:
- Maggiore rischio: le persone incinte a cui era stato prescritto almeno un SBIM avevano una probabilità 1,47 volte maggiore di avere un figlio con ASD.
- Effetto cumulativo: Il rischio cresce con il numero di farmaci utilizzati. L’utilizzo di quattro o più SBIM contemporaneamente ha aumentato il rischio di 2,33 volte.
- Prevalenza: tra i 234.971 bambini con diagnosi di ASD nello studio, il 15% era stato esposto a questi farmaci prima della nascita.
- Esposizione in aumento: l’uso di questi farmaci durante la gravidanza è aumentato, passando dal 4,6% nel 2014 al 16,8% nel 2023.
Perché il colesterolo è importante per il cervello fetale
Per capire perché questi farmaci potrebbero avere un impatto sullo sviluppo neurologico, è necessario esaminare il ruolo del colesterolo nel corpo. Il cervello è l’organo più ricco di colesterolo del corpo umano.
Intorno alla 19a o 20a settimana di gestazione, il cervello del feto inizia a produrre i propri steroli. Se i farmaci interferiscono con questo percorso biologico durante questa finestra critica, possono interrompere gli elementi fondamentali necessari per lo sviluppo del cervello. Questa connessione è evidenziata da condizioni come la sindrome di Smith-Lemli-Opitz (SLOS), dove le interruzioni nel metabolismo degli steroli portano ad alti tassi di autismo.
Una nota di cautela medica ⚠️
È fondamentale notare che i ricercatori non sono giunti alla conclusione che questi farmaci non siano sicuri per gli adulti. Molti di questi farmaci sono essenziali per la gestione di condizioni croniche, salute mentale e stabilità cardiovascolare.
“I nostri risultati non suggeriscono che questi farmaci siano pericolosi per gli adulti”, ha spiegato la dottoressa Karoly Mirnics, preside dell’UNMC Munroe-Meyer Institute. “Ma sollevano importanti interrogativi sul loro utilizzo durante la gravidanza, un periodo in cui anche piccole interruzioni biochimiche possono avere effetti enormi sullo sviluppo del cervello fetale”.
È fondamentale che le pazienti incinte non debbano interrompere o modificare i farmaci prescritti senza consultare un operatore sanitario. L’interruzione improvvisa di molti di questi farmaci può comportare rischi immediati per la salute materna.
Verso una prescrizione più sicura
Lo studio funge da invito all’azione per la comunità medica per perfezionare il modo in cui i farmaci vengono gestiti durante la gravidanza. I ricercatori suggeriscono diversi passaggi proattivi:
- Screening migliorato: Controllo di nuovi farmaci per interferenze involontarie con la sintesi del colesterolo.
- Consapevolezza dei fornitori: istruire i medici su come gli SBIM influenzano il percorso degli steroli.
- Terapie alternative: ricerca di alternative farmacologiche più sicure quando il trattamento è necessario.
- Valutazione del rischio: identificazione dei pazienti con predisposizioni genetiche a problemi di metabolismo degli steroli che potrebbero essere a rischio più elevato.
Conclusione: Sebbene questi farmaci rimangano vitali per molti, questo studio evidenzia la necessità fondamentale di rivalutare il modo in cui gestiamo le combinazioni di farmaci durante la gravidanza per proteggere lo sviluppo neurologico del feto.
























