La proposta di SpaceX di schierare una costellazione di un milione di data center in orbita sta suscitando allarme tra gli astronomi, che avvertono che la vastità del progetto potrebbe disturbare gravemente le osservazioni da terra e accelerare l’inquinamento nell’alta atmosfera. Il piano, presentato alla Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti, prevede il posizionamento in orbita di migliaia di oggetti luminosi e in movimento, potenzialmente visibili a occhio nudo, che interferirebbero con il lavoro dei moderni osservatori.
La portata del problema
Le costellazioni di satelliti esistenti, come Starlink di SpaceX, causano già strisce nelle immagini del telescopio, ma questi effetti sono stati parzialmente mitigati attraverso modifiche alla progettazione. I data center proposti, tuttavia, rappresentano un ordine di grandezza molto diverso. Gli astronomi stimano che al massimo della visibilità, decine di migliaia di oggetti luminosi attraverserebbero il cielo notturno in un dato momento.
“Questo sembra un completo capovolgimento” dei progressi compiuti per gestire le interferenze satellitari esistenti, afferma John Barentine, un consulente del cielo oscuro che rappresenta gli astronomi interessati. A differenza delle attuali costellazioni che trascorrono gran parte del loro tempo all’ombra della Terra, questi data center orbiterebbero lungo percorsi ad alta inclinazione, costantemente illuminati dalla luce solare, rendendoli visibili anche a mezzanotte.
Impatto sugli osservatori di prossima generazione
La tempistica di questa proposta è particolarmente preoccupante, poiché la comunità astronomica ha appena iniziato a mettere online alcuni dei telescopi più avanzati mai costruiti. Strutture come l’Osservatorio Vera Rubin da 10 miliardi di dollari e l’Extremely Large Telescope da 2 miliardi di dollari sono progettate per ampliare i confini della nostra comprensione dell’universo, ma le loro osservazioni potrebbero essere paralizzate dalla presenza costante di satelliti in orbita.
Gli astronomi sarebbero costretti a chiudere gli otturatori del telescopio per periodi prolungati, degradando la qualità dei dati e rendendo potenzialmente inutili alcune osservazioni. L’enorme densità dei satelliti, stimata in oltre un milione, potrebbe significare più tempo dedicato a evitare le interferenze che a raccogliere dati significativi.
Preoccupazioni ambientali
Oltre all’astronomia, il progetto comporta rischi ambientali. La rapida sostituzione dei satelliti – con i vecchi veicoli spaziali che bruciano nell’atmosfera ogni tre minuti – rilascerebbe quantità significative di sostanze inquinanti, tra cui ossido di alluminio e litio. Ciò potrebbe contribuire alla riduzione dell’ozono e alterare le temperature atmosferiche superiori. I frequenti lanci di razzi necessari per schierare e mantenere la costellazione aggraverebbero ulteriormente questi effetti.
Ostacoli normativi
La FCC ha accelerato la richiesta di SpaceX, aggirando una valutazione completa dell’impatto ambientale. Ciò significa che l’onere della prova ora ricade sugli astronomi e sui gruppi ambientalisti per dimostrare il potenziale danno, piuttosto che su SpaceX per dimostrare la sicurezza del progetto. Il periodo di tempo limitato per presentare obiezioni – solo poche settimane – aggiunge ulteriore pressione alla situazione.
SpaceX non ha risposto alle richieste di commento, lasciando alla comunità scientifica e ai difensori dell’ambiente domande urgenti sulle conseguenze a lungo termine di questa ambiziosa impresa.
La proposta evidenzia una crescente tensione tra lo sviluppo spaziale commerciale e la preservazione della ricerca scientifica e della stabilità ambientale. Se implementati, i data center orbitali di SpaceX potrebbero alterare radicalmente la nostra capacità di studiare l’universo e accelerare l’inquinamento nell’atmosfera superiore, sollevando seri interrogativi sul futuro dell’esplorazione spaziale.

























