Per millenni la scrittura è stata considerata un’invenzione relativamente recente, sorta con il cuneiforme sumero intorno al 3000 a.C. Tuttavia, una nuova ricerca rivela che le basi della comunicazione simbolica – una prima forma di scrittura – esistevano decine di migliaia di anni prima, sviluppate dai cacciatori-raccoglitori paleolitici in Europa. Questa scoperta cambia radicalmente la nostra comprensione dello sviluppo cognitivo umano e delle origini del linguaggio.
Il primo pensiero simbolico: oltre le pitture rupestri
Lo studio, pubblicato su PNAS il 23 febbraio, ha esaminato oltre 3.000 segni su 260 antichi strumenti e sculture provenienti da siti del Giura Svevo (Germania). Il linguista Christian Bentz e l’archeologa Ewa Dutkiewicz hanno utilizzato l’analisi statistica per dimostrare che questi segni non erano decorazioni casuali, ma “sequenze di segni” strutturate, i primi sistemi per codificare le informazioni.
Ciò è importante perché sposta indietro la linea temporale del complesso pensiero umano: In precedenza, si credeva che una rappresentazione simbolica coerente emergesse molto più tardi, legata alla nascita dell’agricoltura e delle società sedentarie. Questa prova mostra che anche i cacciatori-raccoglitori nomadi possedevano la capacità cognitiva per la comunicazione astratta e codificata.
Impronte statistiche della comunicazione precoce
I ricercatori hanno identificato simboli intenzionali – linee, punti, croci, griglie e zigzag – ripetutamente incisi su strumenti e figurine. L’analisi computazionale ha mostrato che queste sequenze paleolitiche avevano una complessità statistica paragonabile al proto-cuneiforme, la prima lingua scritta conosciuta.
La scoperta chiave non è cosa significavano i segni, ma come erano strutturati. A differenza del linguaggio parlato, le sequenze spesso presentavano elementi ripetitivi (ad esempio, “croce, croce, croce, linea, linea, linea”), suggerendo un sistema incentrato sullo schema piuttosto che sulla rappresentazione fonetica diretta.
Un sistema vecchio di 10.000 anni: stabilità rispetto all’evoluzione
Mentre il cuneiforme si è evoluto rapidamente nel corso dei secoli, il sistema di segni paleolitico è rimasto straordinariamente coerente per quasi 10.000 anni. Questa stabilità suggerisce un quadro cognitivo fondamentale e profondamente radicato per il pensiero simbolico, che precede e potrebbe aver influenzato i successivi sistemi di scrittura.
Ciò solleva interrogativi sulla trasmissione culturale: Come ha potuto questo sistema persistere così a lungo senza cambiamenti significativi? Era legato a pratiche rituali, aiuti alla memoria o a una comprensione condivisa all’interno delle comunità paleolitiche?
Basandosi sulle scoperte precedenti
Questa ricerca non è isolata. Uno studio del 2023 ha proposto che i punti e le linee nelle pitture rupestri di 20.000 anni fa funzionassero come un calendario antico, mentre la paleoantropologa Genevieve von Petzinger sostiene che simboli simili apparvero in tutto il mondo almeno 40.000 anni fa. Il nuovo studio rafforza queste affermazioni fornendo prove statistiche di sequenze di segni intenzionali.
“Innumerevoli strumenti e sculture del Paleolitico recano sequenze di segni intenzionali”, ha affermato Dutkiewicz. “Abbiamo appena scalfito la superficie.”
La capacità umana di codificare le informazioni in segni e simboli si è sviluppata nel corso di molte migliaia di anni. La scrittura è solo una forma specifica in una lunga serie di sistemi di segni.
I risultati dello studio sottolineano che la scrittura non è un’invenzione improvvisa ma un processo in continua evoluzione. I primi esseri umani possedevano gli strumenti cognitivi fondamentali per la comunicazione simbolica molto prima dell’alba della civiltà, sfidando la nostra visione lineare della storia intellettuale.
