Uno smartphone e una luce: un nuovo test a basso costo rileva l’inquinamento da antibiotici

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La resistenza agli antibiotici sta accelerando a livello globale, spinta in parte dalla diffusa presenza di questi farmaci nel nostro ambiente. Ora, alcuni ricercatori indiani hanno sviluppato un metodo semplice ed economico per rilevare più classi di antibiotici nell’acqua, nel cibo o in campioni clinici, utilizzando nient’altro che la fotocamera di uno smartphone e una goccia di sostanza chimica fluorescente.

Questa innovazione colma una lacuna critica nel monitoraggio della salute pubblica: mentre sappiamo che l’inquinamento da antibiotici è in aumento, non disponiamo di strumenti accessibili per misurarlo in tempo reale al di fuori dei costosi laboratori.

Il costo nascosto dell’uso eccessivo di antibiotici

Il consumo globale di antibiotici è aumentato, non solo nella medicina umana ma anche ampiamente nell’agricoltura e nell’allevamento. Quando questi farmaci vengono escreti o scartati, spesso penetrano nel suolo e nei sistemi idrici. Questo accumulo ambientale sconvolge gli ecosistemi e accelera lo sviluppo della resistenza antimicrobica (AMR).

Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite, la situazione è disastrosa: in alcune nazioni, fino a un terzo di tutte le infezioni sono ora resistenti ai trattamenti antibiotici standard.

“L’inquinamento da antibiotici sta aumentando giorno dopo giorno a un ritmo allarmante”, afferma Abhimanew Dhir, assistente professore di chimica presso l’Indian Institute of Technology Mandi e autore senior dello studio. “I residui di diverse classi di antibiotici stanno diventando pericolosi. Attraverso l’accumulo nell’ambiente, entrano nella catena alimentare causando effetti negativi sulla salute umana e animale.”

Perché il rilevamento è stato difficile

Il monitoraggio dei livelli di antibiotici è essenziale per salvaguardare la salute pubblica e monitorare le tendenze della resistenza. Tuttavia, gli attuali metodi di rilevamento pongono notevoli barriere logistiche.

Le tecniche standard come la cromatografia e la spettrometria offrono un’elevata precisione ma richiedono:
* Attrezzature di laboratorio grandi e costose.
* Personale altamente qualificato per operare.
* Ambienti controllati che impediscono test in loco in tempo reale.

“I metodi di rilevamento convenzionali hanno prestazioni eccellenti ma spesso richiedono attrezzature enormi, costi elevati e personale qualificato, il che limita il rilevamento e il monitoraggio in tempo reale delle minacce in loco”, spiega Chunyan Sun, professore di qualità e sicurezza alimentare all’Università di Jilin, che non è stato coinvolto nello studio.

Questa limitazione significa che nel momento in cui i campioni vengono analizzati, le opportunità di intervento immediato potrebbero essere passate. Esiste un urgente bisogno di sensori portatili e convenienti in grado di fornire risultati immediati.

Come funziona il nuovo sensore

Per risolvere questo problema, Dhir e il suo team hanno progettato un sensore basato su materiali AIE (Emissioni indotte da aggregazione). Si tratta di composti fluorescenti specializzati che cambiano le loro proprietà di emissione di luce a seconda del loro stato fisico, brillando in modo diverso quando disciolti in un liquido rispetto a quando sono sotto forma di polvere.

I ricercatori hanno modificato un materiale AIE per reagire specificamente con i gruppi chimici presenti su vari farmaci antibiotici. Il risultato è un cambiamento visibile nell’intensità della fluorescenza:
* Brighter Glow: Indica la presenza di antibiotici della classe dei fluorochinoloni.
* Dimmer Glow: Indica la presenza di antibiotici della classe delle tioammidi o delle tetracicline.

Il sensore è stato testato contro 10 diversi antibiotici appartenenti a tre principali classi di farmaci. «Per quanto ne sappiamo, questo tipo di riconoscimento esteso della fluorescenza verso diversi antibiotici non ha precedenti», osserva Dhir.

Dal laboratorio allo smartphone

La vera svolta sta nell’accessibilità della tecnologia. Il team ha dimostrato che i cambiamenti di colore del sensore potrebbero essere quantificati utilizzando un’app standard per la selezione dei colori su uno smartphone.

Nei test pratici, i ricercatori hanno aggiunto antibiotici ai campioni di urina e hanno utilizzato la fotocamera dello smartphone per misurare la fluorescenza. Il metodo si è rivelato efficace anche a concentrazioni di antibiotici molto basse, evidenziandone il potenziale come strumento diagnostico rapido sia per il monitoraggio ambientale che per gli ambienti clinici.

Un passo avanti verso il monitoraggio sanitario accessibile

Questo nuovo sensore offre un’alternativa pratica ai tradizionali test di laboratorio. Consentendo il rilevamento ovunque, dal campo di un agricoltore a una clinica locale, si elimina il collo di bottiglia derivante dall’invio di campioni a strutture centralizzate.

Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per perfezionare la tecnologia per uso commerciale, questo lavoro segna un significativo passo avanti. Dimostra che l’analisi chimica sofisticata può essere democratizzata attraverso semplici segnali visivi e una tecnologia onnipresente.

In sintesi, questo sensore fluorescente basato su smartphone fornisce una soluzione rapida, economica e portatile per rilevare l’inquinamento da antibiotici, contribuendo a combattere la crescente crisi della resistenza antimicrobica.