I veicoli spaziali che entrano nelle atmosfere planetarie devono affrontare un calore estremo dovuto all’attrito con i gas atmosferici. Gli Scudi termici, progettati per bruciare in un processo controllato chiamato ablazione, proteggono lander e rover. Una nuova ricerca dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign rivela che la composizione dell’atmosfera altera drasticamente il modo in cui funzionano questi scudi, una scoperta con implicazioni critiche per missioni come Dragonfly della NASA su Titano, luna di Saturno.
Il processo di ablazione: respirare attraverso il fuoco
Gli scudi termici non si limitano a bloccare il calore; respirano permettendo ai loro strati esterni di vaporizzare, portando via il calore dalla navicella spaziale. Questo processo di ablazione può essere costante o caotico, a seconda dell’ambiente atmosferico. I ricercatori guidati dal professor Francesco Panerai hanno utilizzato la galleria del vento Plasmatron X per simulare condizioni di ingresso ipersonico, osservando come i diversi gas influenzano il comportamento di ablazione.
L’ossigeno rende prevedibile l’ablazione
Nelle atmosfere simili alla Terra con ossigeno, l’ablazione avviene in modo coerente. Lo scudo termico si erode dolcemente, espellendo le particelle a una velocità stabile. Tuttavia, la rimozione dell’ossigeno cambia tutto.
“Quando l’ossigeno viene rimosso, questo fenomeno diventa instabile. Vengono espulsi scoppi intermittenti di particelle e, a volte, il processo diventa violento.” –Francesco Panerai
Lo studio ha scoperto che senza ossigeno, l’ablazione diventa irregolare, con improvvise e potenti esplosioni di materiale. Questo comportamento è inaspettato e non è stato osservato in 15 anni di ricerca sull’ablazione. La natura violenta dell’ablazione senza ossigeno potrebbe anche portare all’accumulo di materiale eroso sullo scudo termico stesso, bloccando potenzialmente il flusso d’aria e riducendone l’efficacia.
Perché è importante: Dragonfly e oltre
Questa ricerca è particolarmente rilevante per la missione Dragonfly della NASA, il cui lancio è previsto nel 2028. Dragonfly atterrerà su Titano, una luna con un’atmosfera composta al 95% di azoto e al 5% di metano, radicalmente diversa dall’aria ricca di ossigeno della Terra.
Comprendere come l’atmosfera di Titano interagisce con i materiali dello scudo termico è fondamentale. Anche se lo studio attuale non ha un impatto immediato sulla progettazione dello scudo termico, fornisce una visione più approfondita della fisica del calore estremo, aiutando gli ingegneri a sviluppare sistemi di protezione più robusti.
La scoperta sottolinea che la composizione atmosferica non è semplicemente un dettaglio ma un fattore fondamentale nella sopravvivenza dei veicoli spaziali. Comprendere meglio l’interazione tra scudi termici e diversi gas sarà vitale mentre esploriamo ambienti planetari sempre più diversi e ostili.
In conclusione, questa ricerca evidenzia che il comportamento degli scudi termici cambia drasticamente in base alla composizione atmosferica. Questa nuova comprensione dell’ablazione in diverse condizioni è essenziale per progettare veicoli spaziali che possano atterrare in sicurezza su pianeti e lune con caratteristiche atmosferiche uniche, soprattutto quando le future missioni si avventureranno ulteriormente nel nostro sistema solare.























