L’industria del benessere è un business in forte espansione, ma la sua portata va ben oltre gli integratori troppo cari e le diete dubbie. Sempre più spesso, figure provenienti da questo spazio vengono posizionate per ruoli di vera autorità, comprese posizioni come Surgeon General. Questo articolo esamina il programma utilizzato dagli influencer del benessere per acquisire credibilità, seminare dubbi nelle istituzioni e, in definitiva, trarre profitto da un pubblico affamato di semplici soluzioni sanitarie.
L’ascesa del canale “Wellness to MAHA”.
La questione di come gli individui che sostengono pratiche non scientifiche possano finire in posizioni di autorità sanitaria pubblica sembra bizzarra. La risposta non è solo la disinformazione diffusa sui social media; è una strategia deliberata. Gli influencer del benessere sfruttano una crescente sfiducia nelle istituzioni consolidate e allo stesso tempo offrono alternative facilmente digeribili, spesso fuorvianti. Il caso di Casey Means, il controverso candidato al chirurgo generale del presidente Trump, esemplifica perfettamente questa tendenza.
Le qualifiche dei mezzi sono discutibili; attualmente non possiede una licenza medica attiva, non ha mai completato la sua specializzazione in chirurgia ed è conosciuta principalmente come influencer del benessere. Questa mancanza di credenziali è un campanello d’allarme, ma il vero pericolo risiede nel suo background e nei metodi che utilizza per acquisire influenza.
Passo 1: scienza selettiva e credibilità artificiale
Gli influenzatori del benessere non hanno necessariamente torto su tutto. Spesso mescolano fatti scientifici reali con narrazioni emotive per creare conclusioni persuasive, anche se fuorvianti. Il libro di Means, Good Energy, è un ottimo esempio. Spiega accuratamente i processi metabolici di base (come la funzione mitocondriale e la resistenza all’insulina), ma poi collega questi fatti ad affermazioni infondate sulla prevenzione del cancro o sulla cura delle malattie croniche.
La tattica è semplice: presentare abbastanza verità da far sembrare plausibile il resto. Il libro include citazioni e il background medico di Means (laureato a Stanford) aggiunge una patina di competenza. Tuttavia, il libro promuove anche idee dubbie, come affermare che gli antibiotici orali, i contraccettivi e persino le candele profumate sono “tossine”. La sfumatura è deliberatamente oscurata; il lettore ha l’impressione che questi influencer abbiano decifrato il codice per una salute ottimale.
Passo 2: seminare il dubbio nelle istituzioni
Una volta stabilita la fiducia, il passo successivo sarà minare la fiducia nella medicina convenzionale. Means si presenta ripetutamente come disillusa dall’establishment medico, condividendo aneddoti sulle esperienze frustranti di sua madre e sulle sue preoccupazioni come specializzanda in chirurgia. Quindi sfrutta le legittime critiche all’industria farmaceutica (lobbying, incentivi finanziari) per mettere in dubbio l’intera sanità.
Il messaggio è chiaro: la medicina tradizionale può salvarti la vita in caso di emergenza, ma per le condizioni croniche è meglio cercare altrove. Questa narrazione è potente perché fa leva sulle frustrazioni reali nei confronti del sistema sanitario offrendo al contempo una semplice alternativa: fidati di te stesso, non del tuo medico.
Passaggio 3: soluzioni per monetizzare
Infine, gli influencer offrono “soluzioni”, spesso prodotti o servizi in cui hanno un interesse finanziario. Means promuove esami del sangue di Function Health, integratori di WeNatal ed ENERGYBits (che sono stati interrogati da esperti sanitari) e la sua newsletter, il tutto senza in molti casi rivelare i suoi legami finanziari.
Lo schema è coerente: stabilire l’autorità, minare la fiducia nelle istituzioni e poi vendere un prodotto come risposta. Questo playbook non è esclusivo di Means; è così che prospera l’industria del benessere.
Le implicazioni più ampie
Il percorso dal benessere al potere non si limita ai singoli influencer. Sta influenzando la tecnologia sanitaria, con le aziende che si affrettano a commercializzare gadget dubbi basati su tendenze non dimostrate come il bilanciamento ormonale e la riduzione dell’infiammazione. La parte più spaventosa? Parte di ciò che dicono questi influencer è parzialmente vero, sfruttando le reali frustrazioni nei confronti del sistema sanitario. Ma laddove la scienza richiede sfumature, offre soluzioni semplici… a un prezzo.
Non si tratta solo di cattivi consigli; si tratta di una strategia calcolata per trarre profitto dalla sfiducia e dalla disperazione. E man mano che figure come Casey Means acquisiscono influenza, il confine tra l’hype sul benessere e la politica di salute pubblica continuerà a confondersi.






















