Due specie di marsupiali, un tempo ritenute estinte da oltre 6.000 anni, sono state confermate vive nelle remote foreste della Nuova Guinea. Il petauro dalla coda ad anelli (Tous ayamaruensis ) e l’opossum pigmeo dalle dita lunghe (Dactylonax kambuayai ) erano precedentemente conosciuti solo grazie ai reperti fossili rinvenuti in Australia. La loro sopravvivenza rappresenta una notevole svolta scientifica, ma sottolinea anche l’urgente necessità di conservazione in una regione che si trova ad affrontare una rapida perdita di habitat.
La specie Lazzaro
La riscoperta non è stata casuale. I ricercatori, guidati da Tim Flannery dell’Australian Museum, hanno trascorso anni mettendo insieme prove frammentarie: avvistamenti allettanti, esemplari museali erroneamente identificati e resti subfossili. Fondamentalmente, la collaborazione con le comunità indigene locali nella penisola di Vogelkop in Papua, in Indonesia, si è rivelata essenziale per la verifica. Queste comunità già conoscevano l’esistenza degli animali e, in alcuni casi, consideravano sacro l’aliante, proteggendolo dalle interferenze esterne.
L’aliante dalla coda ad anelli differisce in modo significativo dai suoi parenti australiani; possiede una coda prensile e orecchie senza pelo, che ne giustificano la classificazione in un genere separato. L’opossum pigmeo dalle dita lunghe, altrettanto peculiare, sfoggia un dito insolitamente lungo su ciascuna mano, utilizzato per estrarre le larve di scarafaggio dal legno in decomposizione. La sua dieta specializzata e gli adattamenti uditivi unici suggeriscono un ruolo ecologico altamente di nicchia.
Perché è importante
La sopravvivenza di queste specie evidenzia i limiti dei reperti fossili nel determinare l’estinzione. Le specie possono persistere in habitat isolati per millenni, senza essere rilevate dalla scienza tradizionale. Tuttavia, la loro continua esistenza non è garantita. I luoghi esatti in cui vivono questi animali vengono tenuti segreti per prevenire il bracconaggio.
La scoperta è anche un duro promemoria di ciò che potrebbe essere andato perduto in Australia a causa dello storico disboscamento del territorio. Come sottolinea David Lindenmayer dell’Australian National University, questi ritrovamenti sollevano interrogativi su quanta biodiversità non registrata sia scomparsa prima di poter essere studiata.
La minaccia rimane
Nonostante la loro riscoperta, entrambe le specie si trovano ad affrontare minacce imminenti derivanti dal disboscamento e dalla distruzione dell’habitat. Si sa poco sulla loro precisa distribuzione e sui requisiti ecologici, il che rende difficile un’efficace pianificazione della conservazione. Gli scienziati avvertono che tenere questi animali in cattività sarebbe quasi impossibile a causa della loro dieta specializzata.
“Si tratta di scoperte affascinanti e importanti, ma l’entità del disboscamento in Nuova Guinea è estremamente preoccupante”, afferma Lindenmayer.
La riscoperta di queste “specie Lazzaro” è un trionfo della tenacia scientifica, ma un invito all’azione che fa riflettere. Il destino del petauro dalla coda ad anelli e dell’opossum pigmeo dalle dita lunghe dipende ora dalla preservazione del loro fragile habitat.
